Rocca Tiepolo
Costruita nel 1267 dal veneziano Lorenzo Tiepolo, podestà di Fermo. La rocca, di forma quadrangolare con un mastio e merli guelfi, rappresenta un caratteristico fortilizio posto a difesa dei porti del litorale marchigiano.
Le due porte cittadine segnavano gli ingressi al borgo da nord e da sud. Porta da Bora, ricostruita in epoca rinascimentale e successivamente inglobata nelle abitazioni circostanti, ha conservato nel tempo la sua funzione originaria di accesso al paese, Porta da Sole, edificata agli inizi dell’XI secolo, rappresentava l’accesso principale al castello di Campofilone durante tutto l’Alto Medioevo.
Nel periodo repubblicano, la via che collegava Cupra a Fermo passava per Campofilone, e le due porte cittadine segnavano gli ingressi al borgo da nord e da sud.
Porta da Bora, ricostruita in epoca rinascimentale e successivamente inglobata nelle abitazioni circostanti, ha conservato nel tempo la sua funzione originaria di accesso al paese, diventando un passaggio vivo e quotidiano per abitanti e viandanti. A differenza di altre porte fortificate perdute o trasformate, questa ha mantenuto una continuità d’uso, adattandosi alle trasformazioni urbane senza perdere il suo ruolo identitario.
Da qui si diramavano le antiche e ripide vie di Contrada Molino e Contrada Monterubbianese, percorsi storici che collegavano il nucleo fortificato di Campofilone alla fertile valle dell’Aso, permettendo il transito di persone, animali e prodotti agricoli. Attraversare Porta da Bora significava lasciare la protezione del borgo per raggiungere i campi, i mulini e i luoghi di lavoro, in un continuo scambio tra la vita rurale e quella urbana. Oggi, nonostante le trasformazioni edilizie che l’hanno parzialmente nascosta alla vista, la porta resta un segno tangibile della relazione secolare tra il paese e il suo territorio.
Porta da Sole, edificata agli inizi dell’XI secolo, rappresentava l’accesso principale al castello di Campofilone durante tutto l’Alto Medioevo, punto di controllo e presidio strategico per l’ingresso dei viandanti e delle merci. Varcare quella soglia significava entrare nel cuore fortificato del borgo, dove la vita comunitaria ruotava attorno alle attività artigiane e alla difesa del territorio.
Con il passare dei secoli e il declino delle funzioni militari, la porta perse gradualmente la sua centralità. Alla fine del XIX secolo, l’abbandono e il disuso ne compromisero la struttura originaria. Oggi ciò che rimane sono le antiche mura in laterizio, testimonianza della sua imponenza originaria, e un suggestivo passaggio coperto con volte a crociera, probabilmente collegato all’antico varco fortificato. Questo frammento architettonico, pur ridotto, conserva ancora il fascino del tempo e permette di immaginare l’ingresso solenne al borgo medievale, quando la Porta da Sole era simbolo di protezione e prestigio per tutta la comunità.
Campofilone si trova in provincia di Fermo, nelle Marche, a pochi chilometri dalla costa adriatica. È facilmente raggiungibile dall’autostrada A14, uscendo a Pedaso e proseguendo poi per pochi minuti in direzione Campofilone lungo le strade provinciali.
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Pedaso, servita dai collegamenti regionali sulla linea adriatica. Da Pedaso è possibile raggiungere Campofilone in pochi minuti in taxi, autobus locale o auto.
Per visitare il centro storico si consiglia di lasciare l’auto nelle aree di sosta lungo il viale alberato che conduce a Porta Marina, principale accesso al borgo. Da qui si raggiungono comodamente a piedi le vie del centro, Piazza Umberto I, la Chiesa di San Bartolomeo e i principali punti panoramici. In occasione di eventi o periodi di maggiore affluenza, è consigliabile arrivare con un po’ di anticipo e verificare eventuali indicazioni temporanee del Comune.