La Biblioteca Civica “Romolo Spezioli” ha sede nel monumentale Palazzo degli Studi, collegato al Palazzo dei Priori da una suggestiva loggetta rinascimentale. Progettato da Girolamo Rainaldi con una facciata giallo ocra che armonizza l’intera piazza, l’edificio ospitò l’Università di Fermo fino al 1826. Il prospetto è arricchito dai busti dei pontefici protettori dell’ateneo e da un balconcino con il tabernacolo dell’Assunta, patrona della città, mentre la sommità è coronata da un’elegante vela con orologio.
L’istituzione nacque nel 1688 per volontà del Cardinale Decio Azzolino junior, che trasformò l’antico teatro di corte in una sala per la pubblica lettura, dotandola di scaffalature in noce e soffitti in abete. Questo nucleo originario, noto come Sala del Mappamondo, custodisce il fondo antico e prende il nome dal maestoso globo terracqueo realizzato da Silvestro Moroncelli nel 1713.
Oggi la biblioteca è una meta di rilievo internazionale con un patrimonio di circa 300.000 documenti, inclusi 3.000 manoscritti e rari codici miniati. Il nucleo più prestigioso è il fondo di Romolo Spezioli, medico della Regina Cristina di Svezia, che ha reso la biblioteca un centro autorevole per la storia della medicina. Tra i tesori più preziosi si conservano la rarissima editio princeps della lettera di Cristoforo Colombo del 1493, un Libro delle Ore appartenuto alla Regina di Svezia e il manoscritto n. 16, un codice del X secolo che rappresenta il documento più antico della raccolta. La ricchezza dell’istituto è completata dalle collezioni dei fratelli De Minicis e da un vasto fondo grafico con disegni di Cola dell’Amatrice e Fortunato Duranti.