Un ecomuseo è una realtà culturale che nasce direttamente da un territorio e dalla sua comunità, con l’obiettivo di ricercare, conservare e valorizzare il patrimonio naturale e culturale, rendendolo vivo e condiviso. È un “museo diffuso”, capace di raccontare i luoghi e i modi di vita che vi si sono succeduti nel tempo.
La Valle dell’Aso, al centro del Piceno, è un territorio unico che conserva ancora oggi il suo aspetto autentico e incontaminato. Dall’Adriatico ai Monti Sibillini, si susseguono colline coltivate, borghi fortificati e testimonianze delle civiltà picena, romana e medievale.
In questo contesto, nel 2011 è nato l’Ecomuseo della Valle dell’Aso, un progetto pubblico-privato dedicato allo sviluppo sostenibile e alla valorizzazione delle identità locali. L’iniziativa promuove la conoscenza del patrimonio, la creazione di sinergie con turismo e artigianato e la tutela dell’ambiente, rafforzando l’idea di museo come esperienza diffusa e partecipata.
Il successo delle attività e la crescente collaborazione tra enti e cittadini hanno portato nel 2016 alla costituzione dell’Associazione “Ecomuseo della Valle dell’Aso e delle sue identità”, con sede a Campofilone, presso Palazzo Morelli/Astorri. Oggi vi aderiscono i Comuni di Altidona, Campofilone, Carassai, Moresco, Montalto delle Marche, Montefiore dell’Aso, Monte Rinaldo, Monterubbiano, Monte Vidon Combatte, Ortezzano, Pedaso e Petritoli.
La Valdaso, da sempre rinomata per la sua produzione agricola, continua a distinguersi con eccellenze certificate come i Maccheroncini di Campofilone IGP, il Ciauscolo IGP, vini DOCG e IGT, olio extravergine, vino cotto, formaggi, salumi e carni. Allo stesso tempo, il territorio investe nella sostenibilità e nella tutela dell’ambiente: qui si contano tre Borghi più belli d’Italia, due Bandiere Blu, una Bandiera Arancione, una Bandiera Verde, oltre a un Distretto del Biologico e a un Accordo Agroambientale d’Area.